Giochi per allenare attenzione, memoria e linguaggio dai 4 ai 10 anni
Giocare insieme è uno dei modi più semplici per sostenere lo sviluppo di tuo figlio. Non servono giochi speciali: con qualche attenzione nella scelta e nel modo di giocare, una partita in famiglia diventa anche un allenamento per la mente.
Perché il gioco aiuta lo sviluppo
Tra i 4 e i 10 anni i bambini imparano soprattutto facendo. Un gioco da tavolo chiede di aspettare il proprio turno, ricordare le regole, osservare, trovare le parole per spiegarsi. Sono le stesse abilità che servono a scuola: per leggere, scrivere, fare i calcoli e seguire una lezione.
Il gioco ha un vantaggio in più: tuo figlio si allena senza accorgersene, perché si diverte. E giocare con un adulto gli offre un esempio da seguire e tanta motivazione.
Le cinque abilità che un gioco può allenare
Nella nostra selezione ogni gioco è accompagnato da un simbolo che indica quali di queste abilità mette in campo.
Memoria
Ricordare regole, carte già uscite, sequenze e posizioni.
Giochi di abbinamento e di carte da ricordare.
Attenzione
Restare concentrati, notare i dettagli, frenare una risposta impulsiva.
Giochi di osservazione e di carte con regole da rispettare.
Linguaggio
Trovare le parole, descrivere, fare domande, spiegare il proprio ragionamento.
Indovinelli, giochi di domande e di mimo.
Velocità
Elaborare in fretta ciò che si vede e rispondere al momento giusto.
Giochi di rapidità e di riflessi.
Motricità fine
Usare le mani con precisione e coordinare occhio e mano.
Costruzioni, giochi di equilibrio, forme da comporre.
Tre giochi che consigliamo alle famiglie
Sono tre dei 20 giochi della nostra selezione, scelti perché insieme allenano tutte e cinque le abilità.
Dobble
- Attenzione
- Velocità
Tra due carte c’è sempre un solo simbolo uguale: vince chi lo trova per primo. Allena lo sguardo a cogliere i dettagli e a rispondere in fretta.
Tangram
- Memoria
- Attenzione
- Motricità fine
Con sette pezzi geometrici si ricompone la figura del modello. Chiede di osservare, ricordare le forme e muovere le mani con precisione.
E se fossi?
- Linguaggio
Ognuno ha in fronte una carta che non vede e deve indovinare cosa raffigura facendo domande. Un modo divertente per cercare le parole e formulare domande.
Gli altri 17 giochi, con le abilità che allena ciascuno, sono nella selezione gratuita delle nostre logopediste.
Come scegliere il gioco giusto
- Guarda l’età, ma soprattutto il bambino
L’età sulla scatola è indicativa. Un gioco troppo difficile scoraggia, uno troppo facile annoia: scegli quello in cui tuo figlio può riuscire con un po’ di impegno.
- Preferisci partite brevi
Dieci, venti minuti bastano, soprattutto con i più piccoli. Meglio smettere quando ci si diverte ancora.
- Adatta le regole
All’inizio puoi semplificarle e aggiungere le difficoltà man mano. Non è barare: è costruire la sfida su misura.
- Parti dai suoi interessi
Animali, colori, storie, costruzioni: un tema che gli piace rende più facile restare concentrati.
- Alterna i giochi
Ogni gioco allena abilità diverse. Variare aiuta a lavorare su tutte, senza annoiarsi.
Come giocare insieme
- Gioca davvero
Metti da parte il telefono: la tua attenzione è il primo esempio di attenzione per lui.
- Racconta ad alta voce cosa fai
“Cerco una carta rossa… eccola!”. Così offri un modello di ragionamento e di linguaggio.
- Fai domande
“Come hai fatto a trovarla così in fretta?”. Spiegare una strategia allena il pensiero e le parole.
- Valorizza l’impegno
Più del risultato: “Sei stato attentissimo” vale più di “Hai vinto”.
- Perdere fa parte del gioco
Aiutalo a gestire la frustrazione: è un’abilità preziosa, a scuola e fuori.
- Poco ma spesso
Qualche partita durante la settimana, con continuità, conta più di un lungo pomeriggio ogni tanto.
Quando chiedere un parere
Ogni bambino ha i suoi tempi. A volte, però, il gioco mette in luce fatiche che vale la pena approfondire. Per esempio quando tuo figlio, rispetto ai coetanei:
- fa molta fatica a restare attento anche per pochi minuti o a seguire le regole del gioco;
- ha difficoltà a trovare le parole, a raccontare o a farsi capire;
- dimentica spesso istruzioni appena date;
- è molto impacciato nei gesti fini, come ritagliare, colorare o costruire, oppure evita questi giochi;
- si arrabbia o si scoraggia sempre davanti a giochi adatti alla sua età.
Non sono segnali preoccupanti di per sé, ma possono essere un buon motivo per parlarne con uno specialista: riconoscere presto una difficoltà aiuta. Se hai un dubbio puoi rivolgerti alla logopedista, alla psicomotricista o alla neuropsichiatra infantile del centro.
Domande frequenti
Esiste una lista di giochi consigliati dalle logopediste?
Sì. Le logopediste di Parole&Psiche hanno preparato una selezione gratuita di 20 giochi per bambini dai 4 ai 10 anni, tra cui Dobble, Tangram ed E se fossi?, con le abilità che allena ciascuno. La ricevi via email compilando il modulo in questa pagina.
Quanto tempo bisogna giocare per vedere dei benefici?
Non esiste una regola valida per tutti. Qualche partita breve durante la settimana, fatta con continuità e con piacere, è più utile di sessioni lunghe e occasionali.
Servono giochi educativi specifici?
No. Molti giochi da tavolo e di carte che trovi in qualsiasi negozio allenano attenzione, memoria e linguaggio. Conta soprattutto il modo in cui si gioca insieme.
Il gioco può sostituire un percorso con la logopedista?
No. Il gioco a casa è un ottimo alleato, ma se c’è una difficoltà serve una valutazione. Durante un percorso, spesso sono proprio le professioniste a suggerire giochi e attività da fare in famiglia.
Questa guida offre indicazioni generali e non sostituisce una valutazione professionale.



